La crescente minaccia del cambiamento climatico globale risultante dall’accrescimento delle emissioni di gas serra nell’atmosfera terrestre ha costretto gli organi nazionali ed internazionali ad agire.A partire dall’incontro mondiale di Rio del 1992, una serie di obiettivi sono stati posti per la riduzione dei gas serra e la diffusione delle energie rinnovabili, inclusa la solare. Dieci anni dopo, comunque, il summit mondiale per lo sviluppo sostenibile a Johannesburg non riusciva ancora a mettersi d’accordo su obiettivi vincolanti legalmente nell’ambito delle rinnovabili, promuovendo l’instaurazione di una “coalizione di volenterosi”. L’Unione Europea e oltre una dozzina di nazioni di tutto il mondo espressero la loro delusione per l’inattività del Summit emettendo una dichiarazione comune titolata “La via futura delle energie rinnovabili”. Dopo la rinomina della Coalizione di Johannesburg per le energie rinnovabili, più di 85 Paesi vi hanno aderito prima della conferenza di Bonn del 2004 e Bejing alla fine del 2005. Il protocollo di Kyoto, ormai ratificato da oltre 150 nazioni, ha nel frattempo fatto impegnare i Paesi industrializzati di tutto il mondo a ridurre le proprie emissioni di gas serra di un valor medio del 5% dai rispettivi livelli del 1990. Kyoto non avrebbe potuto avere forza a meno che non fosse ratificato almeno dai Paesi responsabili del 55% delle emissioni di gas serra delle nazioni industrializzate. A giugno del 2004 tale valore ha raggiunto il 44%, col 17% dovuto all’adesione della Russia che ha cercato di far variare il bilancio. Nell’ottobre 2004, il governo russo ha ratificato il protocollo di Kyoto, che è entrato in vigore il 16 Febbraio 2005. Il primo incontro storico del gruppo effettivo del Protocollo di Kyoto si è tenuto a dicembre 2005 a Montreal, Canada. La conferenza ha ammesso l’urgenza della minaccia che il cambiamento climatico rivolge alle popolazioni mondiali più povere e, prima o poi, a tutti noi. Le decisioni prese qui hanno chiarito la via per azioni di lungo termine. Il meeting si è espresso favorevolmente per attuare i seguenti punti.
• Iniziare negoziativi urgenti per un nuovo round di obiettivi di riduzione delle emissioni per il secondo periodo di imposizioni del protocollo di Kyoto (2013-2017). Un gruppo speciale è stato istituito per assicurare che questi negoziati siano conclusi “il prima possibile”. Questo è necessario per assicurare la continuità del mercato della CO2, e per permettere ai governi di attuare politiche e misure che assicurino il raggiungimento dei nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni.
• Iniziare adesso a rivedere e perfezionare il protocollo di Kyoto. Comandata sotto il trattato esistente, questa revisione comincerà formalmente al meeting dell’anno prossimo.
• Un Piano di azione di 5 anni di adeguamento, per assistere i paesi di più recente sviluppo contro l’impatto dei cambiamenti climatici. Questo programma sarà rivolto a gestire il fatto che il cambiamento climatico coinvolge già le persone più povere al mondo, e che la situazione peggiorerà molto nei prossimi decenni. Occuparsi di questi problemi è responsabilità etica, politica e legale dei paesi industrializzati. Altri impegni suggeriti dal cambiamento climatico includono:
• L’Unione Europea (UE) ha stabilito un obiettivo per raddoppiare la proporzione di energia prodotta da fonti rinnovabili nei 15 Stati Membri (prima dell’allargamento del 2004). L’obiettivo è di raggiungere il 12% della produzione energetica da fonte rinnovabile per il 2010. Questo include l’obiettivo specifico di raggiungere 3GW di potenza fotovoltaica installata.
• La UE ha inoltre l’obiettivo di raggiungere 1 milione di tetti solari come parte della sua “Campagna per il decollo” delle energie rinnovabili entro il 2010. Altri paesi nel mondo hanno obiettivi simili per grandi numeri di sistemi FV connessi in rete.
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